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Chiese

Chiesa Santa Maria della Croce (Casaranello)

L'edificazione di Santa Maria della Croce, eretta al confine tra due imperi, fra il V e il VI sec., sarebbe da collegarsi alle vicende del Concilio di Efeso (431 d.C.) che definì il dogma della Theotokos, vale a dire di Maria Madre di Dio. La Chiesa di Casaranello sorge in quello che fu il primo nucleo vitale di Casarano: Caesaranum Parvum 'Casarano Piccolo', che, a partire dal sec. IX, fu progressivamente abbandonato per ragioni di sicurezza. I suoi abitanti si trasferirono in luoghi più elevati, dove sorse poi il nucleo di 'Casarano grande'.

I Mosaici

Gli splendidi mosaici paleocristiani presenti all'interno della chiesa rendono quest'ultima assolutamente unica nel suo genere. Secondo De Gruneisen, essi sono opera di maestranze orientali approdate a Otranto e dirette a Roma e a Ravenna. In origine, oltre alla volta e all'abside, anche tutta la parete orientale doveva essere ricoperta da mosaici di cui noi oggi possiamo vedere solo alcune tessere superstiti che farebbero pensare ad una grande immagine della Madonna. Secondo l'ipotesi interpretativa di Gino Pisanò, i mosaici indicherebbero le tappe di un cammino ascetico verso la beatitudine: il mosaico scomparso simboleggerebbe la condizione terrena, quello della volta rappresenta il paradiso terrestre mentre quello dell'abside l'empireo.

Gli affreschi

Nella chiesa si possono osservare anche importanti cicli di affreschi di origine bizantina e gotica. Meritano una particolare menzione Santa Barbara e la Vergine col Bambino. In alto, sulla parete sinistra, si ammirano le due scene neotestamentarie dell'Ultima Cena e del Bacio di Giuda, mentre nella parte superiore è affrescato il Martirio di Santa Caterina (databile tra il 1250 e il 1260). Sulla parete opposta si osservano, purtroppo in cattivo stato di conservazione, le scene della storia di Santa Margherita di Antiochia (1250-1260). Nella navata destra, pensile, spicca il grande affresco del Cristo Pantocrator, databile attorno alla prima metà del sec. XIII; questo affresco, che ricopriva la parete nord dell'abside, è stato staccato durante gli ultimi lavori di restauro. Accanto al Cristo Pantocrator si incontra la Madonna con Bambino, di impronta bizantineggiante; ora pensile, quest'affresco era situato sull'altare maggiore andato distrutto. E' significativo notare che sulla controfacciata vi è una epigrafe posata nel 1717 da Monsignor Sanfelice in cui si riprende, o forse si alimenta, una tradizione secondo la quale papa Bonifacio IX, Pietro Tomacelli, sarebbe stato battezzato proprio nella Chiesa di Casaranello. Nella stessa navata è possibile osservare uno stralcio di mosaico pavimentale, anch'esso pensile, rinvenuto presso il portale d'ingresso della chiesa durante gli scavi del 1979. Questo importante reperto, risalente al periodo paleocristiano, testimonierebbe, secondo alcuni studiosi, l'originaria pianta a croce latina dell'edificio.

Tratto da Living Casarano

Chiesa Madre (Maria Santissima Annunziata)

La storia della Chiesa Madre di Casarano affonda le sue radici a monte del sec. XVI e non ha sempre coinciso con quella dell'edificio che oggi ricopre tale funzione. Padre Antonio Chetry ne individua tre differenti fasi, parlando rispettivamente di Prima, Seconda e Terza Matrice. Quella visibile attualmente corrisponderebbe alla Terza Matrice, edificata sin dalle fondamenta a partire dal 1699. Il rustico dell'edificio fu completato nel 1712. Tutti contribuirono alla sua realizzazione: Cittadini, Comune e Clero. Lo stesso vescovo di Nardò, Antonio Sanfelice, durante la visita del 1719, dettò l'iscrizione tutt'oggi collocata sul fastigio della facciata: 'La carità dei concittadini, col contributo della vigesima parte su tre prodotti della terra, portò a termine nel 1712 quest'opera, iniziata tredici anni prima'.

Gli altari ed il portale

Nel 1719 gli altari presenti nella chiesa erano solo 5. Molti degli altari, così come il portale esterno, assunsero il loro attuale aspetto molto più tardi. Era il 1874, infatti, quando, allo scopo di arricchire la decorazione dell'edificio sacro, giunsero dalla Chiesa di San Francesco della Scarpa di Lecce gli stupendi altari barocchi che andarono a sostituire definitivamente quelli vecchi. Lo stesso portale riccamente decorato, ma incastonato in una facciata sobria ed austera, tradisce un'origine ben diversa, essendo anch'esso proveniente dalla Chiesa di San Francesco della Scarpa.

Il Cappellone ed il Crocefisso ligneo

Il Cappellone del Santissimo fu edificato agli inizi del sec. XIX per volere di donna Olimpia Passero, consorte del Barone don Marcello D'Elia. Il Cappellone fu decorato con un altorilievo in cartapesta. Nel marzo del 1972 l'altorilievo fu sostituito con un Crocifisso ligneo secentesco di pregevole fattura ma di autore ignoto che si trovava nella Chiesetta della Madonna della Campana.

Il coro e le tele

Sulla parete alle spalle dell'altare maggiore campeggia la tela raffigurante Maria Santissima Annunziata, collocata tra due dipinti ovali che ritraggono gli arcangeli Michele e Raffaele. Sulle pareti laterali si trovano due grandi tele raffiguranti altrettanti episodi della vita di San Giovanni Elemosiniere. Si tratta di opere del noto pittore leccese Oronzo Tiso, la cui tela più importante resta La Fornace di Babilonia, il maestoso dipinto (mt. 5x10) realizzato nel 1763 e collocato sulla controfacciata della Chiesa Madre. Il coro ligneo venne realizzato dal noto intagliatore austriaco Giorgio Auer.

Tratto da Living Casarano

Chiesa San Domenico

La chiesa sorge nella centrale piazza San Domenico, adiacente al Palazzo Comunale.

Non è facile stabilire la data precisa di edificazione della chiesa di San Domenico, ma sappiamo per certo che essa non ha avuto sempre la stessa dedicazione. Nel 1452 il vescovo di Nardò, Mons. De Pennis, in visita a Casarano, parla di una chiesa di Santo Stefano sita nell'omonima contrada, che corrispondeva all'attuale piazza San Domenico. Nel 1619 viene benedetto l'inizio dei lavori della chiesa che sarà poi intitolata a Santa Maria delle Grazie e successivamente a San Tommaso.

Nel transetto trovano posto i due maggiori altari laterali, impreziositi da due tele che riportano episodi della vita di San Domenico. Nel coro è situata una grande tela raffigurante Maria circondata da angeli in festa sovrastati dalla SS. Trinità troneggiante.

Tratto da Living Casarano

Madonna della Campana

La cappella della Madonna della Campana è un edificio dall'aspetto solido ed austero che si erge sul punto più alto della città.

L'origine della chiesa si perde nell'intreccio tra storia e leggenda, ma risulta certa l'esistenza di un nucleo primordiale dell'attuale chiesa sin dal 1308. L'impianto definitivo è però da fissarsi al 1639.

L'interno è un unico volume interrotto dall'altare maggiore, di chiara impronta barocca, come barocchi dovevano essere gli affreschi che abbellivano le pareti interne, di cui oggi sono rimaste poche tracce, come il falso altare affrescato del Crocefisso. Al centro dell'altare si può ammirare il misterioso quadro della Vergine col Bambino a cui si richiamano diverse leggende locali.

Tratto da Living Casarano

Chiesa dell'Immacolata e Calvario

La Chiesa dell'Immacolata, consacrata nel 1760, sostituì una chiesa più antica risalente al sec. XVI e dedicata all'Annunziata.

La chiesa venne eretta con i fondi stanziati dalla Congregazione dell'Immacolata, fondata agli inizi del '600, che univa alle finalità religiose e spirituali quelle assistenziali, come soccorrere e visitare malati, carcerati e poveri. Sei tele raffiguranti altrettanti episodi della vita della Madonna e dipinte dal noto pittore salentino Oronzo Tiso impreziosiscono la Chiesa.

Degno di nota è il monumentale Calvario adiacente alla chiesa. L'opera venne iniziata dalla Confraternita nel 1913, ma fu conclusa da donna Olimpia Passero Sylos D'Elia, moglie di don Marcello D'Elia, in suffragio del fratello Gustavo morto in guerra.

Tratto da Living Casarano

Chiesa Santa Maria degli Angeli

La chiesa fu ultimata nel 1582 e intitolata all'Immacolata Concezione; questo titolo fu poi sostituito con quello di San Francesco d'Assisi.

Solo successivamente la chiesa ed il convento attiguo furono dedicati a Maria SS. degli Angeli. Dal 1897 è sede dei frati minori. Secondo una leggenda, la sua costruzione è da collegarsi ad un miracolo operato da Maria SS. di Leuca a Salve nel 1569. Nata a unica navata, in seguito furono aggiunte le navate laterali. Il nucleo originario, la navata centrale e l'altare maggiore, sono in stile tardo-barocco con alcuni tratti, specie nell'altare, manieristici. Il Convento attiguo, snaturato da incaute ristrutturazioni, è stato nel corso dei secoli un importante centro culturale in cui hanno studiato personaggi di grande rilievo.

Tratto da Living Casarano

Cripta del Crocifisso

Appartenenti al feudo di Ruffano sono la Grotta del Crocifisso o di Santa Costantina e i resti dell'attiguo convento. Le grotte e gli anfratti naturali di questa zona sono stati scenario di rilevanti scoperte di fossili risalenti a comunità del periodo Neolitico; nella cripta, inoltre, sono stati individuati sette graffiti che potrebbero addirittura risalire al periodo Romanelliano (del Paleolitico medio e superiore). Le stesse grotte, adattate a luoghi di eremitaggio e di preghiera, hanno ospitato comunità di monaci basiliani.

Assolutamente suggestiva è l'immagine del Crocifisso che si intuisce nella roccia terminale del piccolo altare anch'esso ricavato nella roccia. Alcune credenze vogliono che un cuniculo sotterraneo colleghi questa cripta con quella di Ugento.

Monastero del Crocefisso

Di questo convento, sulla cui origine le fonti sono contrastanti (benedettina per alcuni basiliana per altri), restano solo alcune tracce architettoniche. Salendo fra i ruderi del monastero si notano una delle cellette-dormitorio, qualche arcata retta da pilastri e la stanza del forno, in cui, su una parete, sono ancora visibili tracce di colore. Molto meglio distinguibile sembra l'ambiente adibito a oratorio, in cui si possono osservare i resti di una colonna con un capitello superstite che ci restituisce una tecnica scultorea ed una iconografia tipiche del Medioevo.

Grotta della Trinità

A poca distanza dalla Cripta del Crocefisso, ma difficilmente raggiungibile, si trova la Grotta della Trinità (o dell'Eternità) in cui sono stati rinvenuti importanti reperti risalenti al Neolitico (ceramica impressa, lame, pugnali di selce, cuspidi di frecce) e al periodo Messapico: frammenti ceramici datati tra i secc. VII e IV-III a.C., vasi messapici con decorazioni geometriche, ceramiche di importazione greca. Risalirebbero ai secc. VI-V a.C. alcuni frammenti di vasi recanti delle lettere di un alfabeto antico, probabilmente messapico.

Tratto da Living Casarano

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